EUTK (ott. 2006) 

rate/voto:
75/100

Ritorno in pompa magna per i romani IV Luna, dopo il grandioso album uscito ad inizio 2004 intitolato “D’Incanto”, con un nuovo EP autoprodotto composto di quattro tracce a nome “Anteroom”, anticipo di quello che sarà il prossimo full lenght della band, ovvero “Red Room”.
Come detto in sede di recensione precedente, difficile poter esprimere e raccontare a parole la proposta musicale dei IV Luna, in cui elementi prog si mischiano a perfezione con contaminazioni dark/gothic e doom su tappeto fisicamente metal, spaziante dalle ambientazioni anni ’70 fino a quelle decisamente più moderne.
E proprio l’opener “Mild September” riprende là, da dove “D’Incanto” era terminato, con il suo incedere caracollante, la sua eleganza fatta di accelerazioni in controtempo e di sensazioni crepuscolari, allo stesso tempo così gentili e così violente, sicuramente uno dei brani più interessanti da loro proposti.
Certo, ascoltare dei IV Luna cantare in lingua inglese può spiazzare al primo ascolto ma “Reality” ci conferma che non esistono idiomi più adatti di altri quando il substrato musicale è talmente valido; lo stesso vale per la chiusura, affidata a “Red Room”, che ci consegna dei IV Luna più rockeggianti e meno personali, magari anche più diretti e solari anche se le soluzioni sonore sono quelle a cui ci hanno da sempre abituato.
Tuttavia “La Tua Voce”, sicuramente il pezzo più affascinante del lotto, è quello che maggiormente delinea la bravura dei IV Luna, perfettamente a loro agio in ambientazioni tristi, così rabbiose e sofferenti, in cui la voce del bravo Mik sembra urlare disperazione, in una preghiera inascoltata che trova la propria sublimazione nel chorus, davvero sentito e perfetto per la scelta di alternare inglese ad italiano.
Nella speranza che i IV Luna riescano a confermare nuovamente la loro bravura e poesia anche nel prossimo “Red Room”, non possiamo che promuovere a pieni voto questo EP, peraltro dotato di una copertina davvero intelligente e ben riuscita.
(Gianluca Grazioli)

Metalwave (ago. 2006) 

rate/voto:
75/100

I IV Luna provengono dalla capitale e ci propongono un progressive metal alquanto eterogeneo che prende ispirazione dalla scena italiana anni settanta così come da quella nata la scorsa decade fino a terminare con quella attuale. Con ciò l’ascoltatore non deve spaventarsi e aspettare che il gruppo riproponga pedissequamente stilemi già adoperati in precedenza da altre band; qui ci troviamo al cospetto di una formazione che ha dodici anni di carriera alle spalle, oltre che due full-lenght ed un EP ed è in procinto di dare alle stampe un nuovo lavoro intero, e che presenta una personalità ben definita. Inoltre, a differenza delle incisioni precedenti il cantato non è più in italiano, almeno non soltanto, ed i nostri si cimentano, con successo, nel cantato in lingua inglese. Atmosfere plumbee sono presenti in tutte le tracce, ma mai noiose o pesanti da digerire; l’unico risultato a cui si giunge è un certo flavour malinconico che non rende la canzone scontata. I primi due pezzi hanno quest’andatura lenta e simile con soluzioni vicine ai Tool ma con risultati meno claustrofobici;col terzo ci si cala nel bel mezzo degli anni settanta, restando sempre nella nostra penisola, con sonorità vicine al Banco del Mutuo Soccorso. Il tutto si conclude con un episodio più easy ma dalla classe inconfondibile; Insomma, per quanto mi riguarda, con questa recensione ho conosciuto il mondo dei IV Luna e aspetto con ansia il lavoro intero per appagare l’appetito che mi ha scaturito: da possedere!
(Ernando)

Unprogged (feb. 2007) 

rate/voto: 5/6

L'ago della bilancia pende ancora una volta a favore dei IV Luna, dopo le passate avventure positivamente accolte dei full-lenght “Libera Mente” (2000) e “D'Incanto” (2004). Sul terreno EP giungiamo invece a tre con questo “Anteroom”, 'hors d'oeuvre', riportano scherzosamente i nostri musicisti romani, di quello che sarà il più consistente “Red Room”. Affermazione a conti fatti tutt'altro che oggettivizzabile dato il crogiolo di influenze che l'EP serba sapientemente dentro di sé: l'impalcatura di granitico heavy, molto in voga nel prog italiano più duro, sorregge degnamente un'atmosfera, a tratti dark e gotica (Opeth e seguaci italiani vari), in altri frangenti post-metallica (esclusivamente Tool), stretti in un saldo abbraccio progressive metal. E i IV Luna si destreggiano maledettamente bene, senza incespicamenti, scorrevoli dall'inizio alla fine: notevole la prova del drummer Alex Giuliani, perfetto tanto per i passaggi di crudo metal, quanto per quelli morbidi e riflessivi (pochi, a ben vedere, ma non che ve ne sia uno di fievole intensità!), con una dose di geometria che in poche band è davvero apprezzabile – e i IV Luna sono una di queste. In più di un'occasione mi è parso di sentire l'eco di Anders Kobro dei Green Carnation. Il banco promuove a pieni voti anche gli altri tre ragazzi, con un basso, il cui apporto viene fin troppo sottovalutato nell'heavy-prog, finalmente alla ribalta grazie anche al bel lavoro di produzione. Nella media invece il contributo vocale, il giudizio positivo sul quale è alimentato in larga parte dalla resa in, ironicamente, “La Tua Voce”, tra l'altro anche l'unico dei quattro brani a lasciare un buon momento di requia dal forsennato incedere dell'EP. Da segnalare infine l'autoplay del CD, che permette, tra le altre cose, di leggere i testi, tuffarsi nella discografia, consultare la biografia, guardare i live-videos inerenti i IV Luna, il tutto attraverso la comoda apertura di una pagina web in locale (nessuna connessione ad internet richiesta, dunque). Qualcosa indubbiamente apprezzabile sia, su un piano particolare e di contenuto, dai più curiosi e gli addetti stampa, sia, su quello più generale della presa di coscienza di quanta cura é stata infusa in un EP promozionale, da chiunque si sia anche solo appena accostato al lavoro.
I IV Luna meritano pertanto una promozione con lode speciale, di cui la band viene insignita per la sua capacità nel ribadire come i numeri possano saltar fuori anche da aspetti a prima vista marginali in scala prioritaria.



Progwereld (feb. 2007) 


In 1994 besloten vier muzikanten uit Rome zich te verenigen in een band, die zij Neriene noemden. Sferisch en een beetje duister; zo klonk de muziek die zij produceerden, maar volgens de heren droeg hun bandnaam dit niet voldoende uit. Nog voordat de eerste promo in 1997 werd uitgebracht werd besloten Neriene om te dopen tot IV Luna. Ook op de twee daaropvolgende zelfuitgebrachte cd’s prijkt deze naam. "Anteroom" is het vierde werkje van de Italianen. Met recht gezegd werkJE, want "Anteroom" is slechts een promo ep waarop maar vier nummers staan. Het dient als voorgerecht op het album "Red Room", dat later zou moeten verschijnen. De band hoopt namelijk dat een platenmaatschappij zo van "Anteroom" zal smullen, dat zij zich direct willen vastbijten in IV Luna. Of het de groep lukt om met deze ep een platenmaatschappij te vinden, is echter nog de vraag.
Waren de voorgaande albums van IV Luna geheel in het Italiaans gezongen, op "Anteroom" is dit nog maar voor een kwart deel het geval. Slechts het nummer La Tua Voca zingt zanger Michele Chessa in zijn moedertaal, al geeft hij het Engels in de overige liedjes wel een Italiaans accent mee. De band, die in de Italiaanse bladen tot nu toe aardige recensies mocht ontvangen, hoopt met deze taalverandering ook in de rest van Europa een naam te vestigen. Mij maakt het persoonlijk echter niets uit in welke taal een band zingt. Al wordt er gezongen in het Swahili, als de muziek in het geheel lekker klinkt, hoor je mij, behalve niet meezingen, ook niet zeuren.
Engels of Italiaans, qua muziekstijl blijft de band bij haar oude vertrouwde geluid. De band maakt progressieve, sferische metal met een donker tintje. Tevens zijn invloeden uit de gothic metal en doom hoorbaar. De band zelf refereert haar muziek aan bands als Katatonia, Tool, Paradise Lost, Dream Theater, Metallica en Anathema. Niet de minste namen, dacht ik zo. Zulke vergelijkingen scheppen bij mij (Pisa)torenhoge verwachtingen, die deels worden waargemaakt. Invloeden van bovenstaande bands zijn zeker hoorbaar, maar dat is gelijk de valkuil waar IV Luna instapt. De muziek klinkt best aardig, maar niet bijster origineel en het niveau van bovenstaande grootheden wordt niet gehaald.
Openingsnummer Mild September is een lied met lichte invloeden uit de doom. Het trapt af met een paar noten op de basgitaar, waarna de drummer invalt en uit de elektrische gitaar een pakkend, enigszins vrolijk klinkend gitaarriedeltje wordt getoverd. Dit riedeltje klinkt erg lekker, maar helaas wordt er iets te veel van dit goeds gegeven. Het melodietje wordt namelijk gedurende het hele nummer herhaald en dat gaat op den duur vervelen. Alleen in het midden van het nummer wordt het even onderbroken en wordt er een langzamere solo gespeeld, waarover de zanger klaaglijk heen zingt.
Volgend nummer Realize klinkt lekker duister. De elektrische gitaren janken, de drumslagen vallen zwaar en de zanger dikt met zijn klaagzang het donkere sfeertje extra aan. Soms klinkt zanger Michele me echter té klaaglijk; een beetje op het zeurderige af. Zijn stem komt wat nasaal over en wanneer hij de hoogte inschiet klinkt hij af en toe schreeuwerig. Toch past zijn stem wel bij de neerslachtige muziek van IV Luna. Verder doet het lange instrumentale middenstuk, waarin krachtige aanslagen worden gemengd met lang uitgesponnen jankende solo’s en er uiteindelijk wordt toegewerkt naar een snel rockend muziekstuk, de soms matige zang in dit nummer vergeven.
Het Italiaanse La Tua Voca is een langzaam nummer; een beetje een gotische ballade. Dit vind ik echter het zwakste nummer op de ep. Het lied is niet echt spannend. Het kent een standaard opbouw en de langzame, mysterieuze klinkende coupletten klinken te slepend. Heel anders is vervolgens de afsluiter Red Room. Hier zijn geen langzame, droevige tonen te horen; Red Room is meer een stevig rocknummer, waarin invloeden uit de jaren ’70 te horen zijn.
IV Luna levert met "Anteroom" een aardige ep af. De duistere atmosfeer die in elk nummer hangt is erg mooi. De muziek klinkt heerlijk droevig en is perfect om in weg te kwijnen. De muzikanten zijn zeker talentvol, al kan de zanger beter nog wat aan zijn accent schrapen en zijn de hoge uithalen van hem soms tenenkrommend. Ander minpunt is dat elk nummer een beetje dezelfde opbouw kent en sommige riedeltjes worden tot in het eindeloze herhaald. De muziek blijft hierdoor wel snel hangen, maar het gaat ook gauw vervelen. IV Luna is zeker geen slechte band in het genre, maar helaas komt de groep niet in hetzelfde maanlicht te staan als voorbeelden Anathema, Tool en Katatonia.



Long Live Rock'n' Roll (dic. 2006) 

I capitolini IV Luna si rifanno vivi con questo Anteroom, promo-cd che è un assaggio di quello che potrebbe essere il loro ultimo lavoro Redroom, se solo riuscissero a trovare una casa per pubblicarglielo. Sebbene io non mastichi affatto questi stili, devo dire che lasciare nel limbo una band come questa è un vero delitto! I nostri hanno alle spalle due album (Liberamente, autoprodotto nel 2000; D'incanto, Blond Records, 2004) che hanno riscosso ottimi apprezzamenti da parte della critica, consentendo loro di poter portare la loro musica dal vivo in giro per l'Italia. Certamente però manca un supporto adeguato da parte di una casa discografica.
Il lavoro che ho tra le mani consta di quattro brani davvero ben suonati e soprattutto denota una notevole originalità. Il combo romano dipinge degli scenari decisamente crepuscolari e fra le loro influenze sono da annoverare i Katatonia e i Paradise Lost, come loro stessi dichiarano, ma io ci sento anche influenze, per chi se li ricorda, dei Type O Negative, soprattutto per le atmosfere, e i Queensr˙che dei primi anni novanta, quelli caratterizzati da una maggiore fruibilità delle strutture e da una maggiore accessibilità del suono.
Quando arriviamo alla traccia in italiano (La Tua Voce), sono però subito evidenti influenze derivanti direttamente dallo storico progressive italiano. Questo rafforza notevolmente in chiave di originalità i IV Luna rispetto ai gruppi succitati, ed è un elemento fortemente positivo per un progetto nostrano; un punto di forza su cui il gruppo dovrebbe confidare.
Registrato al "Moon Voice Studio" e mixato agli "Outer Sound Studios" , dove sono state registrate anche le parti di batteria, il disco sfoggia un suono, per quanto mi riguarda, praticamente perfetto, che fa ben sperare per il futuro.
Certo, chi li segue da un po', poteva aspettarsi qualcosa di più: una maggiore sintesi d quanto fatto fin d'ora; un lavoro di sottrazione soprattutto nelle partiture della chitarra solista, che forse a volte tende un po' troppo a rimarcare lo stile di John Petrucci, con barocchismi, diciamo così, che forse a questo punto poco si sposano con la scelta stilistica della band. Ma in definitiva stiamo parlando di gente che sa il fatto suo e che cerca di uscire allo scoperto; la volontà di crescere va anche supportata a dovere, come dicevamo prima, e la parte nostra, nel nostro piccolo e per quanto ci è possibile, la facciamo volentieri. Un sentito grazie a Danilo Valentini.


Kronic
(nov. 2006) 

rate/voto: 4/5

Pochi secondi di “Anteroom” e già capisci di essere capitato in posto fuori da qui e lontano anni luce dal quotidiano.
Non vengono in mente molti luoghi come questo ed il merito della band romana è proprio quello di creare la propria atmosfera e di poterci vivere benissimo dentro.
Quella che dunque potremmo tranquillamente definire un’ “autarchia sonora”, altro non è se non la sapiente miscela di progressive e talento che traspare in alcuni momenti di “Realize”; in cui un chorus si apre completamente alla melodia per poi tornare a fare i conti con trame dal respiro irregolare ed un incedere dissonante: il contrasto che ne viene fuori è un’esperienza di 6 minuti da provare.
Se il concetto non fosse abbastanza chiaro basterebbe dedicare un ascolto anche a “La Tua Voce” per vedere dove sarebbe andata a confluire certa scena musicale italiana dei tardi ’60 e primi ’70 se fosse davvero ancora viva nel nuovo millennio.
Quello che puoi pescare in un disco così va dai Black Sabbath a degli spunti chitarristici che ricordano da lontano le poesie sonore degli Änglagċrd soprattutto grazie ad un continuo ricorso alle note alte in fase ritmica.
Volendo trovare un difetto ad un disco che, ammetto, è lievemente migliore di quanto mi aspettassi, c’è da dire che l’uso della lingua inglese è qui e là alquanto approssimativo ma non è nulla che possa intaccare una perla di questo genere.
Il resto è solo roba raffinata per la quale vale la pena l’acquisto e lasciare che il resto della gente si pianga addosso sulla pochezza di mezzi e idee delle band italiane d’oggigiorno. Preferisco mille volte guardare avanti e ascoltare le pulsazioni della parte viva soprattutto se a farla battere ci sono band come i IV Luna.
(Alex Franquelli)


Prognaut (nov. 2006) 

Towards the end of this Summer, I received IV Luna’s latest album, a promotional enhanced EP entitled Anteroom. Upon listening to it, I found it to be very eclectic yet accessible progressive music that combines aspects of rock, gothic and doom metal. From my limited exposure, I would say this band sounds like a mixture of old and new ideas of the Italian Progressive scene. These ideas are in every song but mostly in the song sung in Italian called La Tua Voce. The way vocalist Miki Chesso delivery the vocals, you’re not so turned off by the language.
In all honesty they’re breaking no new ground musically, but who cares since the music is so very good! IV Luna has taken the classic Italian sound (no one band comes to mind) and mixed in with the newer gothic & doom metal. Their sound is more in tune with bands such as Anathema, Black Sabbath, Deadsoul Tribe, current Porcupine Tree and Type O Negative, especially in the opening song, Mild September.
After several listens of this EP, I have a really good feeling that IV Luna will be a household name within the newer progressive scene. You can hear their music on the IV Luna MySpace page to help make up your mind.
In closing, I would recommend this to fans of the afore mentioned bands as well as similar.
(Ron Fuchs)

Entrate Parallele (nov. 2006) 

rate/voto: 6.5/10

Professionalità, è questa la prima parola che mi è venuta in mente prendendo in mano il cd dei IV Luna. “Anteroom” è autoprodotto dalla band stessa, eppure sfoggia una produzione piuttosto buona, una copertina intrigante ed un packging di tutto rispetto. Non è questo l’aspetto fondamentale su cui basare il giudizio di un disco, ma sicuramente un buon aspetto può aiutare a farsi notare. Fortunatamente non c’è solo fumo quando si parla di IV Luna, ma anche l’arrosto è bello sostanzioso.
Pochi secondi di “Anteroom” e già capisci di essere capitato in posto fuori da qui e lontano anni luce dal quotidiano. Non vengono in mente molti luoghi come questo ed il merito della band è proprio quello di creare la propria atmosfera e di poterci vivere benissimo dentro. Il quartetto proveniente dalla zone di Roma può vantarsi di sfoggiare un sound decisamente personale, che prende spunto dalle diverse esperienze di ciascun musicista, dando quindi vita a qualcosa per cui non è facile trovare definizione univoca. Con spirito indipendente e spiccata creatività la band capitolina si inerpica per un metal atipico, che prende il largo dai noiosi clichè a cui ci stanno abituando troppe metal bands di casa nostra. L’aggressività è stemperata da toni prog rock, al limite della psichedelia, che sfociano in interessanti divagazioni strumentali fortunatamente lontane da sterili tecnicismi fin a sè stessi, quanto piuttosto folkeggianti a volte, altre più legati alla tradizione prog italiana degli anni ’70. Quella che dunque potremmo tranquillamente definire un’ “autarchia sonora”, altro non è se non la sapiente miscela di progressive e talento che traspare in alcuni momenti di “Realize”; in cui un chorus si apre completamente alla melodia per poi tornare a fare i conti con trame dal respiro irregolare ed un incedere dissonante: il contrasto che ne viene fuori è un’esperienza di 6 minuti da provare. A questo punto, penso che alla band manchi solo un po’ di esperienza in più, o magari l’aiuto di un produttore, in maniera da canalizzare al meglio le proprie intuizioni, che talvolta sembrano disperdersi in dedali da cui non sempre è facile venire a capo. Di talento nei IV Luna vi assicuro che ce n’è tanto, cosi come la voglia di lascirasi alle spalle le mode per rivendicare la propria libera espressività. Peccato che la sfiducia che nutro nell’attuale mercato mi faccia dubitare che qualche casa discografica dia una chance alla musica magica ed elitaria di questa band.
(Orphen)

Vampster (nov. 2006) 

Eine ungewöhnliche Stilmischung wird von der italienischen Formation IV LUNA praktiziert. Die seit zwölf Jahren fast unveränderte Band schichtet auf ihrer EP "Anteroom" nicht nur Doom und Gothic Metal aufeinander, sondern stapelt darauf auch noch etwaige locker flockige Rock-Elemtene und verschnürt das Ganze mit progressiven Seilen. Das Ganze klingt mitunter ziemlich interessant. Auf der anderen Seite klingt es aber auch paradox, wenn zu rockig fröhlichen Grundmelodien jammernde Vocals Verzweiflung zu erzeugen versuchen. Im Gegensatz zum vorherigen Album, "D´incanto", bieten IV LUNA jedoch ein gehobeneres Maß an Abwechslung. Dass erzwungen klingende disharmonische Passagen wie in "Realize" nicht unbedingt hätten sein müssen, um sich das Etikett "Progressive" umhängen zu können, sollte aber auch erwähnt sein. Ansonsten erfüllt jedes der vier Lieder gewisse Trademarks: von leichtem Doom in "Mild September" über Gothic-Ballade ("La Tua Voce") bis hin zu legerem Rock ("Red Room"). Der Gesang schwankt zwischen belegter, aber nicht allzu tiefer Rocker-Stimme, hohen 70er-Doom Vocals und Italo-Pop-Stimmchen. Die einzige Konstante ist das doch gemäßigte Tempo und die fehlende Härte.

Als Bonus gibt es auf der CD, die für sieben Euro auf der Homepage der Band erworben werden kann, noch ein Video des Songs "Liberamente" sowie Live-Videos von drei Songs des "D´incanto"-Albums.


Tempi Duri
(ott. 2006) 

Questo Ep dei romani Quarta Luna ha semplicemente il compito di tastare il terreno per il prossimo lavoro che si chiamerà Red Room, mentre l’ep in questione è intitolato Ante Room.
Anche dal titolo si capisce che questo sarà solamente un assaggio, più che sostanzioso, infatti contiene ben quattro tracce che possono darci un'idea di quello che il gruppo avrà fatto nel prossimo full length.
Il gruppo capitolino si sta costruendo a poco a poco una buona reputazione e lo dimostrano appieno i brani che compongono questo ep, fatto di chitarre taglienti e di una coesione tra i vari elementi che danno a questa anticipazione una sensazione di estrema concretezza sonora che è stata raggiunta negli anni stando fianco a fianco e ad effettuare numerosi concerti che hanno conferito maggior sicurezza dei propri mezzi ed il risultato indubbiamente si sente.
Musicalmente il gruppo è accostabile a diversi generi ma il preponderante è senza dubbio l’heavy metal di stampo inglese con gruppi come Black Sabbath e Led Zeppelin in bella evidenza,il tutto racchiuso in un velo di malinconia che da sempre è il trademark dei Quarta.
La cosa si accentua ancora di più nell’unico brano cantato in italiano “La Tua Voce” (infatti il resto dei brani è cantato in inglese) aspetto questo non del tutto trascurato dal gruppo lunare ma solo in questa occasione è diventato elemento di spicco.
Certamente questa band ha compiuto un evoluzione quasi a voler affermare la propria credibilità fatta di realizzazioni come "Liberamente" prima e "D’incanto" poi senza trascurare gli EP .
Per ora direi che possiamo strare tranquilli che se "Anteroom" è il buongiorno che si vede dal mattino sicuramente "Red Room" sarà uno stupendo epitaffio.

Truemetal (ago. 2006) 

rate/voto: 68/100

I romani IV Luna sono una formazione attiva ormai dalla metà degli anni novanta, con alle spalle due full-length (Libera Mente e D'Incanto) e due ep, che presenta nel 2006 Anteroom, ep che precede l'uscita del prossimo disco, intitolato Red Room.
Descrivere a parole la musica dei IV Luna non è affatto semplice, dal momento che ci troviamo di fronte a una proposta interessante e abbastanza complessa, in cui vengono miscelate diverse influenze musicali, andando dal prog italiano anni '70 alle espressione più recenti proprie di questo sound, inserendo anche una buona componente gothic, heavy classico, oltre a spunti metallici più moderni. Il tutto però reso in modo molto equilibrato, privo di forzature, senza sbilanciare le quattro canzoni presenti, grazie alla cura con cui sono arrangiati i brani di Anteroom e a un songwriting pulito, che presenta via via tutte le sfaccettature dei IV Luna senza però prevalere sull'andamento crepuscolare dei brani, ricchi di melodie eleganti e malinconiche.
Altro fattore da lodare è la buona personalità del combo romano, che riesce ad infondere alla propria musica qualcosa di personale, trasformando i richiami ai generi da cui i nostri hanno tratto ispirazione in qualcosa di funzionale per lo svolgimento delle canzoni. Ogni brano racchiude un diverso aspetto della musica dei IV Luna, partendo dall'opener Mild September, in cui le pulsioni prog e gothic si fanno strada in modo discreto ma efficace, o dalla seguente Realize, a mio avviso il brano migliore, in cui i Tool di Aenima sembrano aver insegnato qualcosa ai nostri (specialmente per il riff portante della strofa e il mood generale, riconducibile a grandi linee a Eulogy...senza prendere alla lettera il paragone però). Segue poi La tua Voce, unica canzone cantata in italiano, delicata e struggente, concludendo con Red Room, la più vigorosa del lotto, forse il brano meno personale, in cui le influenze sono più facilmente definibili.
Un dischetto dal layout professionale e ben prodotto, che rivela una band con buone capacità che sta cercando la migliore via per esprimersi e farsi apprezzare per il proprio valore. Sperando che i buoni propositi custoditi in Anteroom vengano confermati col prossimo disco Red Room (a tal proposito la cover dell'ep è quanto mai indovinata).
(Stefano Risso)

Metal Hammer (giu. 2006) 

Vengono da Roma ed hanno la mania della tecnica. "Anteroom" è il terzo lavoro dei IV Luna, prima del full-lenght ufficiale. I nostri sono cresciuti con il prog italiano (Area, Banco Del Mutuo Soccorso) e negli ultimi anni lo hanno impregnato di chitarre elettriche che a volte fanno venire in mente le strutture cangianti e cervellotiche dei Pain of Salvation ("La Tua Voce").
Fra rock e prog, i IV Luna si muovono discretamente all'interno di un genere a loro familiare, che sanno manipolare secondo la loro volontà: "Red Room" contiene tutta l'energia di una band che ha le capacità per proseguire dignitosamente il proprio cammino artistico... Bravi! 
(Rosario Leo)

Ondalternativa ( mar. 2006) 

rate/voto: 4.5/5

Più ascolto i lavori dei IV Luna e più rimango spiazzato dalla bassa qualità dei lavori che ci vengono propinati giornalmente in ambito metal. Questi ragazzi di Roma infatti da dieci anni vanno avanti con una proposta interessante e personale come mai ne abbiamo avute in Italia e nonostante tutto si trovano al momento senza contratto

Circoscrivere la musica dei IV Luna in un genere prestabilito è arduo per qualsiasi recensore credo, qualcuno potrebbe anche cimentarsi nell’affibbiare loro qualche etichetta, ma così facendo limiterebbe il campo alle emozioni che la loro musica sa dare. Elementi prog si sposano infatti al doom e non mancano certo rimandi al metal moderno (mi viene da pensare ai Tool), ma ciò che colpisce della band è il suono tanto particolare da risultare unico.
Vi sembreranno parole esagerate, ma vi invito ad ascoltare il lavoro alle chitarre di Laki Chessa per capire cosa intendo.

Questo “Anteroom” è un semplice antipasto del nuovo full-lenght in preparazione, atteso per la fine del 2006, ma già mostra come il sound dei romani si sia evoluto dai tempi del già ottimo “D’Incanto”. La differenza più palese sono i testi in inglese dopo due album cantati interamente in italiano (e vi assicuro cari esterofili che i testi dei IV Luna sono poesie allo stato puro, musicali ed avvolgenti come pochi), ma anche e soprattutto le varietà di registro adottate da Miki Chessa, che spaziano dal simil-growl di “Mild September” alla calda voce pulita di “Realize” fino alla potenza sprigionata in “Red Room”.

Quattro musicisti capaci, maturi e creativi che sanno tirar fuori il meglio dal loro strumento, quattro brani strutturalmente ineccepibili (dove la sezione ritmica composta da Giacomo Citro e Alex Giuliani dà prova di consistenza e precisione cristallina), quattro gemme musicali che fanno salire l’attesa nei confronti di “Red Room” (questo il titolo del full-lenght) … non si potrebbe descrivere altrimenti questo “Anteroom” !
Speriamo che trovino un contratto a breve, in modo che possano avere la giusta visibilità che meritano … e magari all’estero smetteranno di vedere l’Italia come fabbrica di band epic-symphonic-power-metal.
(Spreka)

Sensorium (mar. 2006) 

Ai IV Luna dovrebbero approcciarsi tutti coloro i quali vivacchiano musicalmente snobbando gran parte delle recenti produzioni in ambito progressive metal, tacciandole per impersonali. Con la mente al progressive italiano anni '70 e lo sguardo rivolto al futuro, i IV Luna decidono intelligentemente di impiegare le indubbie capacità tecniche alla ricerca di una propria autonomia musicale, piuttosto che inanellarsi in virtuosismi strumentali fini a se stessi e poco fruibili dal comune ascoltatore.

Dopo aver utilizzato la lingua italiana per le precedenti pubblicazioni su lunga distanza, "Libera Mente" del 2000 e "D'Incanto" del 2004, i quattro brani componenti l'Ep "Anteroom", primo contatto del gruppo con Sensorium, sono in lingua inglese, ad eccezione di "La Tua Voce", dal testo decisamente poetico, toccante a livello delle migliori parole scritte dal Banco Del Mutuo Soccorso, giusto per restare in tema. Da buon Ep promozionale, i brani contenuti vanno a mostrare nella maniera più ampia possibile le potenzialità della band. "Mild September", in apertura, dal rasserenante refrain chitarristico, "Realize", con le sue aperture tipicamente progressive, "La Tua Voce" ed in chiusura "Red Room", il brano nel quale emerge la maggiore aggressività.

Salvo fraintendimenti, da quanto risulta dalla biografia, i IV Luna avrebbero si' a disposizione materiale sufficiente per un intero album, ciò che ancora mancherebbe è un'etichetta disposta ad investire su di loro. In bocca al lupo ed arrivederci ai IV Luna, ci auguriamo in occasione della pubblicazione del full-lenght. (Stefano Serati)